Sogno di una Notte di Mezza Estate

… Vicende amorose, fate dispettose ed altre creature
animano il bosco in una notte magica …

Un nuovo modo di gustare le opere di Shakespeare, in particolare Sogno di una notte di mezza estate, è offerto dall’ Orto Botanico di Trieste che suggerisce una lettura del Sogno piuttosto originale in cui fiori, piante e erbe assumono un ruolo centrale, da veri protagonisti.
Disseminate lungo il percorso di questa straordinaria commedia fantastica, comica e romantica, piante ed erbe contribuiscono alla poesia, alla farsa che induce alla risata e alle vicende amorose di umani, fate dispettose ed altre creature che animano il bosco nella notte mmagica descritta dal genio Shakespeariano.

Ispirato da questa magia, l’Orto con le sue piante ne ricostruisce storie, intrighi e incantesimi.

Sinossi

È notte. Due giovani amanti fuggono nel bosco nei pressi di Atene, altri due li inseguono inconsapevoli del mondo incantato in cui stanno entrando dove fate intriganti e dispettose nelle ore notturne compiono riti e magie. Qui, da tempo regna una grande agitazione: il re e la regina delle fate sono in lite e i loro bisticci provocano disastri fra gli uomini. Malintesi, incantesimi fatti con erbe e pozioni magiche si susseguono intrecciandosi con situazioni grottesche quando anche un gruppo di attori improvvisati si riunisce là a provare. Tutto alla fine si sbroglierà e il sogno si dissolverà insieme alla notte magica di mezza estate.

Atto I

Teseo, duca di Atene, in procinto di sposare l’amata Ippolita, cerca di convincere Ermia a sposare Demetrio. Ma lei ama Lisandro e con lui fuggirà fermandosi nel bosco di notte.
Demetrio ed Elena, amica di Ermia, li seguono. In un’altra parte della città Quince, capo di un’improbabile gruppo di attori decide che essi si recheranno nel bosco a provare la performance teatrale in onore del matrimonio di Teseo.

Teseo
Ma su questa terra più felice è la ROSA distillata
che non quella costretta ad appassire su virgineo rovo
che cresce, vive e muore in solitudine beata.

Quince
Ci incontreremo alla QUERCIA del duca!

Atto II

Il bosco è il luogo dove tutto accade. Di notte è abitato da esseri fatati guidati dal loro re e dalla loro regina, Oberon e Titania, i quali al momento sono in lite fra di loro. Oberon, con l’aiuto del fido e dispettoso Puck, vuole burlarsi di lei utilizzando il succo di un fiore magico che la farà innamorare di chiunque vedrà per primo.

Fata
Io servo la regina delle fate.
Irrorando di rugiada le sue impronte sull’erba.
Le fan scorta le PRIMULE dalle vesti dorate
che vedi con macchie vermiglie.

Oberon
Cadde su un piccolo fiore d’occidente, allora
candido come il latte ed ora rosso, ferito d’amore,
VIOLA DEL PENSIERO lo chiaman le fanciulle.
Trovami quel fiore, che un giorno ti mostrai:
il suo succo stillato su ciglia dormenti
farà uomo o donna delirar d’amore
per qualsiasi creatura il loro occhio contempli.

Atto III

A causa del nettare della viola che l’insolente Puck ha sparso sui suoi occhi, Titania si innamora di Bottom, l’attore protagonista della sgangherata compagnia, la cui testa Puck ha trasformato per burla in una testa d’asino. Titania ordina alle sue fate di prendersi cura del suo strano innamorato, mentre Oberon ordina a Puck di risistemare le cose fra gli umani
innamorati in quanto sempre Puck frettolosamente ha versato il succo dell’innamoramento sull’amante sbagliato.

Titania
Nutritelo di ALBICOCCHE e di lamponi,
d’uva purpurea, di verdi fichi e more di gelso
Alle api rubate favi di miele.

Oberon
Fiore ch’ebbe purpurea tinta
dalla freccia di Cupido
penetra la sua pupilla.

Atto IV

Con parole dolci, Titania culla la testa d’asino di Bottom e poi si addormenta. Allora Oberon stesso interviene a disfare l’incantesimo su Botton, che si sveglia e corre dai suoi amici attori, e su Titania che si mostrerà completamente ignara degli eventi notturni. Pace e amore ritornano tra le fate che lasciano la scena mentre le luce del giorno si avvicina.

Titania
Vieni, sdraiati su questo letto di fiori
mentre ti accarezzo le guance,
e pongo rose muschiate sul tuo capo liscio,
e bacio le tue belle orecchie grandi, mia gioia.
Così dolcemente il caprifoglio al soave
convolvolo si allaccia. Così l’EDERA
cinge le dita rugose dell’olmo.
Oh, quanto ti amo! Oh come son pazza di te!

Oberon
Torna a vedere ciò che vedevi,
il boccio di Diana sul fior di Cupido
ha tale forza e divino potere.
Ora, mia cara Titania, destati, mia dolce regina.

Atto V

È giorno. Nel palazzo di Atene si festeggiano le nozze di Teseo e Ippolita, la regina delle Amazzoni, di Ermia e Lisandro, di Elena e Demetrio.
Poi viene il momento della performance teatrale, una ‘farsa tragica’ di amore e morte, così come viene presentata da Quince che impersona il Prologo.
Le fate ritorneranno nella notte che si avvicina e Puck, il dispettoso, si rivolge al pubblico augurando la Buona Notte.

TISBE/l’attore Flute, disperata nel vedere l’amante Piramo/ l’attore Bottom, suicidatosi con un pugnale, si rivolge a lui con queste parole:

Queste le mie labbra,
Questo il naso color ciliegia,
Queste le guance giallo PRIMULA,
Andati, andati tutti…

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