Fondamentali operazioni colturali all’aperto

Fulvio Caruso Tomsich

IMPIEGO DEI PRINCIPALI TERRICCI

Il terreno
In giardinaggio i terreni si possono classificare in base alla loro granulometria, cioè al loro contenuto di particelle più o meno grandi di sabbia o argilla oppure a seconda del grado di acidità o alcalinità. In linea di massima possiamo dire che terreni sabbiosi sono più asciutti e più poveri di sostanze nutritive, perché queste vengono più facilmente dilavate essendo questi maggiormente drenati. Mentre gli argillosi oltre ad essere più umidi sono anche più ricchi. Conoscere la composizione di un terreno dà modo al giardiniere, se necessario, di sapere come modificarla per favorire la coltivazione delle piante. Le specifiche esigenze in merito all’acidità o alcalinità dei terreni sono tipiche di ogni specie e si possono determinare o da una ricerca bibliografica o conoscendo le caratteristiche del terreno nel quale le piante vivono spontaneamente.

L’irrigazione
Nei giardini è quasi sempre indispensabile intervenire con l’irrigazione. Questa tecnica colturale può essere svolta manualmente, oppure in modo automatizzato o addirittura computerizzato. I diversi sistemi dipendono sia dall’estensione della superficie, sia dal tempo disponibile. Naturalmente i costi iniziali e di gestione sono molto variabili. Indispensabile è l’irrigazione al momento dell’impianto, e della semina, così da favorire il contatto dalla terra con le radici ed i semi, evitando la formazione di vuoti d’aria che favoriscono il disseccamento. Naturalmente importante è controllare la quantità d’acqua che viene somministrata, un eccesso o un difetto è sempre negativo. Meglio bagnare bene e poi aspettare che il terreno sia asciutto, piuttosto che irrigare poco e solo in superficie. Così facendo si costringono le radici a venire in superfice in cerca di acqua, rendendole più vulnerabili sia a sbalzi di temperatura che facilmente lacerabili dalle varie lavorazioni del terreno. Utile è anche una certa costanza, ripetuti stress per eccesso o mancanze d’acqua indeboliscono le piante e bloccano la germogliazione dei semi.

La fertilizzazione
Possiamo individuare due tipi principali di fertilizzazione: la concimazione organica; la concimazione inorganica. Nel primo caso si utilizzano sostanze derivate da organismi viventi, che prima di essere assorbite dalle piante devono essere trasformate in sostanza minerali, lavoro svolto in genere da batteri e funghi. Questa concimazione aumenta la fertilità del terreno, ne migliora la struttura, favorisce uno spiccato sinergismo delle specie viventi, e contribuisce ad un apporto più complesso di microelementi. In genere però l’assorbimento è più lento. La concimazione inorganica o minerale, non migliora la struttura del terreno nè la fertilità non apportando humus, ma dà alle piante gli elementi nutritivi, quali azoto, potassio, fosforo, ferro, ecc., di pronto impiego, assimilabili velocemente. Ogni elemento ha la sua specifica funzione, ad esempio l’azoto favorirà lo sviluppo della vegetazione, mentre il fosforo migliorerà la fioritura. Quindi per arricchire la terra e mantenerla fertile si dovrà preferire la concimazione organica integrata eventualmente in modo oculato da una minerale.

Tecniche colturali
E’ molto complesso affrontare tutti i tipi di tecniche colturali, perché ce ne sono molte e diverse per ogni periodo dell’anno. Vedremo le più comuni come: l’impianto; la sarchiatura; il rincalzo; la potatura.

L’ impianto
Nella messa a dimora una pianta bisogna tener conto di determinati criteri. Il periodo più propizio è l’autunno, in questo modo si “guadagna un anno”, perché la pianta ha la possibilità di sviluppare nuove radici prima di andare in riposo, che serviranno per una partenza migliore alla ripresa vegetativa in primavera. Ma anche qui ci sono le eccezioni, se il clima è rigido i sempreverdi preferiscono la messa a dimora in primavera e così pure le rose più delicate. Se la pianta è coltivata in vaso, il trapianto può essere effettuato in qualsiasi periodo, bisogna però fare molta attenzione ad estrarle con delicatezza per non rompere la zolla. Con piante a radice nuda o in zolla, al momento dell’impianto è sempre bene eseguire una più o meno leggera potatura delle radici e della chioma, che stimoli la pianta.

La sarchiatura
Con questo termine si intende una lavorazione superficiale del terreno eseguita con un attrezzo adatto. Ha diverse funzioni: eliminare le infestanti, rompere la “crosta” superficiale del terreno e quindi diminuire la perdita di acqua dovuta all’evaporazione per capillarità riducendo la necessità di irrigare tanto spesso, e favorisce l’arieggiamento, evitando l’insorgere di marciumi.

Il rincalzo
Consiste nel riportare ulteriore terra vicino il colletto della pianta. I vantaggi sono notevoli: protegge i germogli dal gelo invernale, facilita lo sviluppo di radici avventizie e quindi migliora l’ancoramento al terreno permettendo una maggiore capacità di assorbimento e quindi una maggiore produttività (pomodori, peperoni, mais, ecc.), è indispensabile per l’imbianchimento di alcune verdure.

La potatura
È l’operazione che viene eseguita più spesso a torto o a ragione. Utile sia per eliminare il seccume, sia per indurre una pianta a crescere in un dato modo, a fiorire o fruttificare. A volte è usata anche per rimediare a errori d’impianto, come spesso succede non tenendo conto delle dimensioni di completo sviluppo degli alberi. Prima di procedere alla potatura di una pianta è importante sapere come si sviluppa e su che tipi di rami fiorisce (dell’annata, dell’anno precedente, ecc.). Gli obbiettivi principali della potatura possono essere riassunti in: cure di impianto, formazione iniziale della pianta, mantenimento della forma, aumento della produzione di fiori e frutti e mantenimento delle buone condizioni di salute. Inoltre dagli scarti di potatura possiamo ricavare delle talee che ci serviranno per la moltiplicazione, magari per regalare delle giovani piante agli amici. Come già detto le operazioni colturali in un giardino sono moltissime (vangatura, formazione e taglio del prato, aerazione, zappatura, trattamenti antiparassitari, ecc.) ed il tempo è spesso insufficiente per eseguire tutte le pratiche necessarie a regola d’arte, ma la natura è comprensiva e la bellezza del risultato ci ripaga sicuramente se ogni tanto dovremo fare un po’ di fatica.